Negli ultimi anni, in Europa, l’interesse verso l’utilizzo di veicoli aerei senza equipaggio (UAV) per l’applicazione dei prodotti fitosanitari è in crescente aumento.
L’impiego di queste tecnologie è di strategico interesse soprattutto per il loro possibile utilizzo nei vigneti caratterizzati da forti pendenze, dove le attività di distribuzione di prodotti fitosanitari vengono comunemente effettuate dagli operatori manualmente (es., attrezzature spalleggiate, lance a mano) o, ove possibile, tramite l’utilizzo di macchine irroratrici.
Queste tecniche di applicazione risultano però pericolose sia per il livello di esposizione ai prodotti fitosanitari a cui gli operatori sono esposti, sia per la contaminazione ambientale collegata all’uso delle convenzionali tecniche di applicazione. Pertanto, considerate le criticità legate all’utilizzo di tecniche di applicazione tradizionali in contesti difficili ed il crescente interesse degli agricoltori europei nel sostituirle con l’applicazione dei prodotti fitosanitari con mezzi aerei, risulta importante definire ed ottimizzare specifiche tecniche e configurazioni per l’utilizzo di UAV al fine di usare questa tecnologia come efficacie ed efficiente strumento alternativo. In letteratura sono riportate alcune sperimentazioni/attività relative ad applicazioni in vigneto utilizzando UAV, ma nonostante ciò, ancora sono limitate le informazioni sull’effettiva efficacia di tali sistemi in vite.
In questo contesto, e con il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Torino, DiSAFA – Area Meccanica Agraria, sotto la responsabilità del Dott. Marco Grella e di due dipartimenti dell’Università Cattolica di Piacenza, DiSTAS – Area Chimica e DIPROVES -Area Difesa, sotto la responsabilità scientifica della Dott.ssa Nicoleta Alina Suciu, l’obiettivo principale del progetto 3E-UAVspray è di esplorare e definire, tramite un approccio olistico, la strategia di difesa ottimale da adottare in combinazione ai sistemi di irrorazione UAV in vigneti allevati in situazioni di forte pendenza.
